Testimonianza di … psoriasi

Testimonianza di … psoriasi

Testimonianza di … psoriasi

Ho letto una testimonianza che volevo condividere!

Sul mio libro di metamedicina si afferma che nella maggior parte dei casi dipende da emozioni legate a una separazione e a un senso di colpa o di impotenza. Se colpisce il derma, può esserci anche un sentimento di vergogna. Se poi si entra nel dettaglio  della zona colpita si legge:

  • sulle pinne del naso o sulle guance: è possibile che non mi senta bene nella mia pelle e non mi senta accettato dal mio ambiente?
  • sulle ascelleè possibile che mi senta in colpa per non aver sostenuto abbastanza una persona che aveva bisogno di me e che è partita o è morta?
  • al gomito: è possibile che mi rifiuti di prendere una nuova strada c che sopporti il mio lavoro che non mi piace più, provando esasperazione verso i miei colleghi o i miei clienti, e che poi me la prenda con me stesso?
  • al cuoio cappelluto: ho vissuto un conflitto in cui mi sono sentito rigettato, umiliato ed escluso dal mio gruppo? Mi sono forse tagliato fuori dal mio gruppo per paura dei loro giudizi?
  • alle pieghe delle ginocchia: ho l’impressione di passare la mia vita di fronte alle aspettative degli altri, di non esistere per me stesso e che la cosa mi faccia vivere un senso di irritazione e di aggressività nei loro confronti che mi porta a sentirmi in colpa o cattivo?
  • alle gambe: mi sento forse in colpa per essermi allontanato da una persona che era molto attaccata a me?
  • all’inguine o agli organi genitali: un conflitto sessuale mi ha allontanato dalla persona che amavo? Mi sento in colpa per aver avuto rapporti extraconiugali che fanno si che non mi conceda più il diritto di provare piacere sessuale?

Ho sentito di riportare anche queste “letture” maggiormente psicologiche che si basano sempre su un disagio, una colpa. Questo anche per rafforzare la mia idea che, dietro ad ogni segno fisico, ci sia sempre una ragione di origine psicologica e che spesso è sepolta nel nostro subconscio.

La testimonianza

Ho avuto la psoriasi per 4 anni e ho sempre pensato fosse una malattia che si prendono le persone “sfortunate”. Avere la psoriasi in faccia a 22 anni è imbarazzante. Essendo una malattia poco conosciuta, la gente era a disagio a causa del mio aspetto. La mia pelle si squamava, sanguinava e mi cadevano capelli a ciocche, soprattutto a causa dei forti shampoo che utilizzavo. Ero costretto a lavarmi i capelli 2 o 3 volte al giorno e avevo l’impressione che la gente temesse di essere contagiata in qualche modo. Ovviamente la psoriasi non è trasmissibile in alcun modo e non dovete temere di rimanerne contagiati.

Purtroppo per me quel periodo è stato davvero infernale. Per un anno non sono potuto andare a scuola, più per l’imbarazzo e il profondo stress, che per la malattia stessa. Sono stato visitato dai migliori dermatologi e dottori del settore, che mi hanno prescritto creme, pastiglie, shampoo e prodotti chimici devastanti. Oltre a farmi spendere un sacco di soldi, hanno rovinato la mia pelle, peggiorando ancora di più la mia situazione. In quel periodo ho ricevuto tante risposte e referti. Tutti avevano una cosa in comune: pareva che nessuno di questi specialisti sapesse cosa sia effettivamente la psoriasi e da cosa fosse causata. Mi dicevano che “ero inguaribile”, che “me la dovevo tenere” e “avrei dovuto imparare a conviverci”.

È facile immaginare cosa prova un ragazzo di 22 anni che riceve un referto così duro. Inguaribile. Voleva dire non uscire più di casa? Non riuscire più a dormire la notte a causa dei bruciori, del prurito e delle piaghe? Sarebbe stata una vita drammatica. Osservavo spesso i miei amici, che mangiavano di tutto e avevano una pelle apparentemente sana. Io dovevo invece portare questa croce e non ne capivo il motivo. Fortunatamente nella vita ho imparato a credere che più buia è la notte, più luminoso sarà il tramonto, e un bel giorno la mia vita cambiò.

La mia storia e l’esplosione della psoriasi

Il crudismo guarisce la psoriasi.
Quando avevo 22 anni sentivo tante pressioni: lavoravo, studiavo, ero sempre di corsa e dormivo poco. Ero la classica persona che per non deludere nessuno diceva sempre sì a tutti, spesso controvoglia. Ma la veste dello “yes man” era così forte nella mia vita che neanche me ne rendevo conto. Ho sempre cercato felicità e tranquillità, come tutti suppongo. Cercavo qualcosa che mi facesse stare bene, che mi permettesse di uscire da quella condizione di apatia totale, di disinteresse nei confronti della vita, quel senso di “tutto scontato” che mi dava sempre l’impressione che mi mancasse qualcosa. Nonostante tutto non mi abbattevo mai e rivolgevo la mia attenzione a quelle persone che mi sembravano felici, che sembrava avessero trovato ciò che anche io cercavo. Mi affidai a diversi guru della filosofia buddista, iniziando un percorso spirituale che dura ormai da 4 anni. Tramite queste e altre filosofie orientali ho imparato ad avere rispetto per tutti gli esseri viventi, animali compresi, e divenni vegetariano. Non mangiavo più carne, esclusa in un primo momento per un fattore etico, e scoprendo in seguito che é dannosa per la salute.

Aver eliminato la carne dalla mia alimentazione e non apprezzando particolarmente il pesce, mi dava stati di ansia. Le domande di chi si approccia a questo regime alimentare per la prima volta avevano colpito anche me: da dove prendo le proteine e il ferro? Perderò tono muscolare senza la carne? Dedicai tutte le notti di tanti mesi ad informarmi su internet e a leggere libri per capire bene cosa stavo facendo e se la mia scelta vegetariana mi avrebbe fatto bene o male. Sono stato vegetariano per 4 anni, durante i quali ignoravo completamente l’esistenza dei vegani. Fino a quando non conobbi una ragazza vegana e pensai fosse pazza! La incontravo ogni giorno, la scrutavo, cercando di trovare in lei segni di malessere che ignorantemente pesnavo caratterizzassero i vegani, come magrezza e pallore. Ovviamente non trovai nulla di tutto questo in quella persona, ma i falsi miti e il condizionamento sociale continuavano a farmi definire i vegani dei pazzi!

Nei 4 anni di vegetarianesimo, dopo un esame scolastico, mi esplose per la prima volta la psoriasi. Questa malattia della pelle in poche settimane mi devastò il volto, il cuoio capelluto, la schiena, e l’inguine. Pensai di essere destinato a questa malattia per un contesto ereditario, perché sia mia mamma che mia nonna ne soffrivano da sempre.

Come ho compreso che il crudismo poteva guarire la psoriasi

Il crudismo guarisce la psoriasi.
Partì tutto da facebook: tra gli amici suggeriti mi appariva un ragazzo che, come foto profilo, aveva la scritta “vegan”. In quel periodo, e spesso ancora adesso, aggiungevo agli amici tutti i vegetariani per avere un confronto, per informarmi e sfatare i miei dubbi. Abbiamo iniziato a discutere sull’alimentazione tramite messaggi, e mi spiegò la sua scelta etica vegana. Avevo l’opportunità di fare tutte le domande che volevo e ne approfittai. Quel giorno mi cambiò la vita e cambiò l’idea che avevo dei vegani. Rocco, il ragazzo con cui discutevo, non aveva alcun segno di malattie, debolezze o magrezza estrema, tutti segni che pensavo caratterissasero i vegani. Anzi, Rocco era uno dei pochi, tra i miei amici, ad avere un fisico scolpito, ad essere in forma e in salute. Rocco mi aveva sconvolto. Volevo essere come lui. Mi aveva ispirato e anche io volevo essere in forma e sentirmi bene.

Quella conversazione fu così intensa che quello stesso giorno eliminai tutti i latticini e derivati animali come il miele e le uova. Diventai vegano. Proprio io, che fino a poco prima avevo ritenuto i vegani “pazzi estremisti”. I primi mesi ebbi tanti dubbi, gli stessi che avevo avuto diventando vegetariano: le proteine? Il ferro? Cosa mangiano i vegani? La corrispondenza con Rocco fu determinante in quel periodo. Mi consigliò libri da leggere, ricette da provare, mi spiegò i nutrienti di alcuni alimenti e cosa mangiare per essere in salute. Sfatò completamente il mito dei vegani e della solita triste insalata che generalmente si pensa che mangino. Nelle settimane successive alla mia scelta vegan, notai che la psoriasi iniziava a migliorare. Eliminando i latticini la pelle stava meglio, anche se rimaneva in condizioni critiche. Continuavo comunque a fare shampoo, sempre convinto che la psoriasi fosse una malattia a cui bisognava rassegnarsi, alla quale non c’è via d’uscita.

Passai ancora tante notti di tanti mesi a leggere libri, vedere film, e scrivere mail a persone vegane che potessero aiutarmi. Un giorno, navigando in internet, trovai un articolo che spiegava come una dieta a base di frutta e verdura cruda potesse curare varie malattie, tra cui la psoriasi. In quel periodo non sapevo nemmeno cosa fosse il crudismo e non credevo possibile che un essere umano potesse vivere solo di frutta e verdura. Se pensavo fossero pazzi i vegani, figuriamoci i crudisti. Ma l’universo lavora per noi. Ogni volta che abbiamo un’intenzione forte, l’universo, Dio, una forza più grande di noi, lavora incessantemente per farci raggiungere il nostro obiettivo. E la mia voglia di guarire era fortissima; era la cosa che volevo di più.

Sono così venuto a conoscenza di un gruppo crudista su Facebook e mi iscrissi per curiosità, quasi per “spiare” quello che facevano i crudisti. Pensavo di trovare massimo 10 persone, ma mi resi conto che c’erano più di 6000 iscritti. Ho così dedicato del tempo a leggere i post del gruppo e a fare ricerche sulla psoriasi. Trovai tantissime testimonianze di persone guarite grazie alla dieta crudista. Scoprii che questa dieta, se fatta in modo corretto, era in grado di guarire malattie molto più gravi di una psoriasi. Poteva guarire tumori e in molti erano i malati di cancro che si affidavano a questo stile alimentare.

Il primo approccio al crudismo

Decisi di provare l’alimentazione crudista per una settimana. Se non avessi visto cambiamenti sarei tornato ad essere semplicemente vegano e avrei chiuso ogni porta al crudismo. I primi giorni cercavo di capire che cosa succedesse al mio corpo, che effetto facessero frutta e verdura crude sul mio corpo e sulla mia psoriasi. I primi giorni non vidi nessun cambiamento e avevo solo molta fame. Ero nervoso e mi pareva di non mangiare nulla. Contattai così alcune persone del gruppo crudista e finalmente capii cosa volesse dire essere veramente crudista. Capii che mangiare una mela e due banane non significa essere crudista e che un crudista per stare bene e in salute necessita di porzioni di frutta e verdura molto più abbondanti rispetto alla tradizionale alimentazione, anche vegana. Nutrire il corpo sarebbe altrimenti impossibile.

Ho iniziato a mangiare tanto, capendo che il crudismo è uno stile di vita basato sull’abbondanza di cose naturali e buone. Non c’era pericolo di farsi del male, come può invece avvenire in una dieta onnivora. Potevo mangiare chili di frutta e verdura, senza limiti, ed era compresa ache la frutta secca: mandorle, noci, anacardi, pinoli. Incrementate le proporzioni dei miei pasti eliminai ogni problema e iniziai a sentirmi davvero bene. Ero però impaziente e non vedevo miglioramenti sulla pelle. Del resto però la mia conoscenza aumentava sempre più: leggevo libri, articoli, partecipavo a conversazioni e imparai cosa sono le calorie, le proteine, i grassi e i carboidrati.

Il sistema di guarigione della dieta senza muco di Arnold Ereth

La dieta senza muco
Il libro che più mi ispirò, e che è un classico tra i crudisti, è Il sistema di guarigione della dieta senza muco di Arnold Ereth. Questo libro mi ha permesso di capire che l’uomo medio, apparentemente sano, trascina all’interno del suo corpo chili di residui tossici accumulati nel corso della vita. Residui di farmaci, prodotti animali, farine, lieviti, incrostazioni fecali attaccate alle pareti del colon, che possono dare sfogo a diverse malattie, che poi curerà con farmaci che andranno ad arricchire le case farmaceutiche, che ben si guardano dall’informare circa l’alimentazione. Ciò che appresi mi fece capire che la psoriasi non è una malattia vera e propria e io non ero stato sfortunato, anzi, era proprio venuta per informarmi che stavo sbagliando qualcosa nella mia vita. Mi stavo intossicando, assumendo farmaci senza un’urgenza vera, mangiando fast food, panini, prodotti confezionati, merendine e cibo industriale che contribuivano tutti alla creazione dei miei problemi. Era un campanello d’allarme!

È stato per me un momento di risveglio. Adesso non vedo più le malattie come dei nemici, ma come segnali del corpo che ci informano circa gli sbagli che stiamo commettendo. Ci dicono che dobbiamo rivedere il nostro stile di vita, la nostra alimentazione, il modo in cui ci trattiamo. Ad oggi ho eliminato tutti gli shampoo, le creme e tutte le medicine e sono andato avanti, sempre con convinzione, cercando ispirazione in chi ce l’aveva fatta. E dopo 7 mesi ho iniziato a vedere i primi segni di guarigione. Il mondo esterno, nel frattempo, mi vedeva come un pazzo: come se stessi sbagliando. Ma io stavo studiando, ed ero sicuro di ciò che facevo.

In quei 7 mesi ho sperimentato tanti alimenti ed eliminati altri. Provavo vari modi di mangiare crudo e arrivai a capire che, nel mio caso, i troppi grassi erano i maggiori responsabili della mia psoriasi. Scoperto questo tutto è stato molto più facile e dopo 1 anno sono guarito al 100%. Per me fù incredibile! È stato un percorso molto profondo: di autoanalisi, di emozioni e soddisfazioni che dura tutt’ora. Ho imparato che ogni persona ha la sua storia, che ogni corpo è differente dagli altri e che un metodo non può essere valido per tutti. Questo non vuol dire che i grassi facciano male alla pelle, ma nel mio caso è andata cosi. Considerato che ci sono vari tipi di psoriasi bisogna sperimentare su se stessi gli alimenti, tenendo un diario per valutare la condizione del proprio disagio giorno per giorno.

Cambio di mentalità e stili di vita

Cambio mentalità e stili di vita: per amarsi!La mia guarigione è dovuta anche al cambiamento di stile di vita e di mentalità. Ho imparato ad amarmi. Ho imparato ad amare veramente me stesso e il mio corpo. C’è voluto tanto tempo e credo sia una delle cose più difficili della vita. È un passo fondamentale per qualsiasi tipo di guarigione. Ho allontanato dalla mia vita tutte le cose e le persone che non mi facevano stare bene. Mi sono circondato di amici veri, pochi ma buoni. Ho iniziato a parlare chiaro con le persone, a dire di no e a fare le cose con più calma, cercando di abbassare i livelli di stress e vivere una vita più tranquilla. Posso dire con estrema certezza che tutto questo cambiamento spirituale non si sarebbe mai verificato senza l’aiuto del crudismo: una dieta basata al 100% su frutta e verdura cruda.

Credo fortemente che l’essere umano non abbia limiti. Purtroppo se li crea, condizionato soprattutto da fattori esterni. Tende a focalizzarsi solo sugli aspetti negativi di se stesso. Siamo tutti talmente pieni di impegni, preoccupazioni e responsabilità che spesso ci dimentichiamo di noi stessi, di prenderci un attimo di calma, di mangiare in tranquillità, di dormire il necessario. Ci dimentichiamo chi siamo davvero e tendiamo a pensare di non meritare una vita libera e felice. Come possiamo sperare di essere sani, rilassati ed energici, se continuiamo a ingerire cibi raffinati, zuccheri, bevande stimolanti e farmaci di ogni tipo?

La persona che il crudismo mi ha permesso di essere

La persona che il crudismo mi ha permesso di essere
Oggi mi sento molto più energico, positivo, spirituale, con una grande voglia di amarmi, di rispettarmi, di ispirarmi e di ispirare gli altri a fare sempre meglio. Possiamo cadere, ma sappiamo come rialzarci. Soprattutto abbiamo il dovere di agire, di passare all’azione, di pensare con la nostra testa, di realizzare i nostri desideri personali e andare dove l’istinto ci vorrà portare. Oggi sono guarito dalla psoriasi e sto attento a non ricaderci. Non mangio cibi che so farmi male, tenendomi su una dieta basata maggiormente sui carboidrati della frutta e seguendo uno stile di vita basato su amore, sincerità e rispetto per me stesso. Al contrario di ciò che possa pensare la gente sono felice mangiando alimenti sani e vivi in abbondanza.

Mi piace raccontare a tutti la mia storia, perché se ce l’ho fatta io, sono convinto che tutti ce la possano fare. Il mio non è un punto d’arrivo, ma un bellissimo punto di partenza per scrivere tutto il resto della mia vita con parole felici e momenti di benessere. E questo è l’augurio che faccio a tutti coloro che in questo momento stanno affrontando qualche disagio simile al mio, e cercano nell’alimentazione un’alternativa alla medicina tradizionale (che non demonizzo e non critico, ma lascio come ultima sponda). Informatevi, studiate, abbattete i dubbi e la tendenza a farvi condizionare dagli altri. L’informazione rende liberi e a volte basta davvero poco per rivoluzionare la nostra vita, per sentirci bene ed essere il meglio che possiamo. Scegliete di amarvi e di rispettarvi, facendo scelte mirate al vostro benessere e trovando la felicità per la quale siete nati.

Riguardo Daniele Murroni

Vivo nella fredda e piovosa Torino, dove faccio il cantante: passione che da diverso tempo cerco di far diventare un lavoro a tempo pieno. Spiritualista, salutista e crudista al 100%. Cerco ogni giorno, con estrema fame di sapere, modi sempre nuovi di vivere la vita in maniera più semplice, abbattendo lo stress, amando di più me stesso e sentendomi parte attiva nel mondo. Trovare se stessi e stare bene è una ricompensa per chi decide di guardare a fondo nel proprio cuore. È lì che si scoprono le grandi meraviglie della vita.