I Cinque Tibetani

I Cinque Tibetani

5TibetaniI Cinque Tibetani

L’elisir di lunga vita: la chiave per ottenere giovinezza, salute e vitalità durature. I Cinque Tibetani non sono per tutti! Allora ho detto una bugia?… No! Soltanto per chi non sa più tessere i propri sogni sarà una impresa ardua…

Trovare la Fonte della Giovinezza che può rallentare l’Invecchiamento è un sogno raggiungibile per chi affronta con semplicità e genuinità questa meravigliosa tecnica tibetana. Con i Cinque Tibetani possiamo davvero ottenere il benessere del corpo, della mente e dello spirito risvegliando le proprie forze energetiche latenti! Impariamo a riconquistare con gentilezza, dolcezza ed armonia il nostro “regno perduto”. Concediamoci il giusto tempo e spazio per imparare ad assimilare il potere dei cinque tibetani. Avviciniamoci a questa pratica senza alcuna fretta, né premura! Assaporiamo e gioiamo dei piccoli miglioramenti e progressi che otterremo strada facendo nell’esecuzione di questa miracolosa tecnica. Si, i Cinque Tibetani funzionano! Non cancellano certamente 40 anni di vita – ma aiutano a farci sentire più giovani, agili e vitali. Una pratica regolare, semmai quotidiana favorisce di sicuro il nostro aspetto esteriore, rendendolo più giovanile, sano e splendente. Ricordate che c’è solo un modo per scoprire se i cinque riti hanno davvero un effetto su di noi ed è quello di provarli! Però, non lasciamoci deviare dall’ “esteriorità” degli esercizi… o dalle loro promesse che sanno imbrigliare il tempo! Ma, cerchiamo di vivere i Cinque Tibetani con profondità, come una meditazione attiva… molto efficace per prendere coscienza della nostra vera essenza, che è percepibile solo ai livelli più sottili ed energetici.

Vi chiederete come sia possibile che dei semplici esercizi abbiano un effetto tanto profondo sul processo d’invecchiamento del corpo? La fotografia Kirlian rivela come il corpo sia circondato da un invisibile campo elettrico chiamato “Aura”, che denota che siamo plasmati da una qualche forma di energia che permea l’universo (prana). Da migliaia di anni i mistici orientali affermano che il corpo possiede sette centri (vortici) energetici principali (chakra) che corrispondono alle sette ghiandole endocrine. E sono proprio gli ormoni a regolare tutte le funzioni del corpo incluso il processo dell’invecchiamento. Se teniamo presente che la ghiandola pituitaria inizia a produrre l’ormone della morte già al principio della pubertà, e di conseguenza cellule e organismo poco a poco si deteriorano a partire di questa giovane età, fa non poco riflettere. I vortici energetici ruotano a grande velocità. Quando tutti i vortici girano molto bene e in armonia tra di loro, il corpo è in perfetta salute. Quando uno di essi o più rallentano, si instaura l’invecchiamento e il deterioramento fisico. Quindi, il modo più rapido per riacquistare giovinezza, salute e vitalità è quello di avviare il normale movimento rotatorio dei centri.

La storia

Il libro sui Cinque Tibetani venne scritto negli anni trenta da Peter Kelder, ed è l’unica fonte che rivela questi 5 riti magici tibetani che possiedono la chiave per giovinezza, salute e vitalità durature. Peter Kelder ci rivela che il segreto della forza e vitalità dei Lama Tibetani consiste in alcuni esercizi rituali. Kelder descrive la ricerca di quei riti e di come siano arrivati in Occidente. Con i Cinque Tibetani impareremo a conoscere i misteri che per tanto tempo sono stati celati negli antichi monasteri. La storia narrata nel libro ha inizio un pomeriggio in cui l’autore, Peter Kelder, si sta rilassando su una panchina del parco, leggendo il giornale della sera. Un vecchio gentiluomo gli si siede vicino e lo impegna in una conversazione. L’uomo si presenta come il colonnello Bradford, un ufficiale dell’esercito inglese in pensione. La sua carriera lo ha condotto fin nei più remoti angoli del globo, e il colonnello Bradford avvince l’interesse di Kelder con i racconti delle sue avventure. I due si congedano con la promessa di rivedersi. In seguito si incontrano regolarmente, e alla fine stringono una solida amicizia. Una sera, mentre sono insieme, il colonnello gli annuncia una sorprendente decisione che ha preso. Quando egli era di stanza in India, alcuni anni prima, aveva udito una storia curiosa e indimenticabile che riguardava i lama di un monastero situato in qualche luogo remoto e selvaggio dell’Himalaya tibetano. In quel monastero, un’antica sapienza tramandata per migliaia di anni prometteva la soluzione di uno dei grandi misteri del mondo. Secondo la leggenda, i lama del monastero erano eredi del segreto della Fonte della Giovinezza. Il colonnello rimase colpito e incuriosito da questi racconti e cominciò a raccogliere informazioni sulle vie da seguire per aggiungere quella località. Il suo desiderio di trovare la Fonte della Giovinezza lo spinse di ritornare in India. Passarono molti anni in silenzio, fino che un giorno una lettera annunciò che il colonnello aveva raggiunto il suo obiettivo e stava per tornare. Poco tempo dopo, quando i due amici si ritrovarono, Kelder è testimone di una strabiliante trasformazione. Bradford, inaspettatamente, mostra le sembianze “che il colonnello deve aver avuto negli anni della sua giovinezza, molto tempo fa. Invece di un vecchio curvo e pallido con un bastone da passeggio, vide una figura alta, eretta. Aveva il volto florido e i capelli crescevano folti e neri con rare tracce di grigio”. Il colonnello Bradford si apprestò a raccontare al suo emozionato amico tutto ciò che era accaduto durante la sua prolungata assenza. Parlò di anni di lotte e di sforzi ricompensati infine dal successo – la scoperta del remoto monastero tibetano in cui gli occupanti non invecchiavano mai. “Per le prime settimane dopo il mio arrivo”, disse il colonnello, “mi sentii  come un pesce fuor d’acqua”. Ogni cosa che vedevo era per me fonte di meraviglia, a volte potevo a stento credere ai miei occhi. Presto, la mia salute cominciò a migliorare. Riuscivo a dormire profondamente di notte, ed ogni mattina mi svegliavo sentendomi sempre più fresco ed energico. Di lì a poco, mi resi conto che il mio bastone da passeggio mi era necessario solo durante le escursioni sui monti”. Nelle settimane e nei mesi seguenti, il mio aspetto continuò a migliorare, ed il cambiamento divenne sempre più evidente per tutti coloro che mi conoscevano. Quindi, il colonnello Bradford spiega esattamente in che modo ha ottenuto questo notevole ringiovanimento. “La prima cosa importante che mi venne insegnata al mio ingresso nel monastero”, disse il colonnello, “fu questa: Il corpo ha sette centri di energia che potremmo chiamare vortici. Gli Indù li chiamano chakra. Essi sono dei potenti campi elettrici, invisibili ai nostri occhi, e tuttavia assolutamente reali. Questi sette vortici  controllano le sette ghiandole a secrezione interna nel sistema endocrino, e le ghiandole endocrine, a loro volta, regolano tutte le funzioni del corpo, compreso il processo di invecchiamento….. SistemaEnodcrinoChakraIn un corpo sano, ognuno di questi sette vortici ruota a grande velocità, consentendo all’energia vitale, chiamata anche prana ovvero energia eterica, di fluire liberamente verso l’alto attraverso il sistema endocrino. Ma se uno o più di questi vortici inizia a rallentare, il flusso di energia vitale risulta inibito o bloccato, e, ecco, questo potrebbe essere un altro modo per definire l’invecchiamento ed un precario stato di salute. Il modo più rapido per riacquistare la giovinezza, la salute e la vitalità consiste nel riavviare il normale movimento rotatorio di questi centri energetici. Ciò si può realizzare mediante cinque semplici esercizi. Ciascuno di essi è efficace di per sé, ma i migliori risultati si ottengono con la pratica di tutti e cinque. In realtà, non si tratta di esercizi veri e propri. I lama li chiamano Riti ed anch’io mi riferirò ad essi con lo stesso termine”. Equilibrando i sette Centri Energetici viene normalizzato anche lo squilibrio ormonale, perciò le cellule possono replicarsi e prosperare come quando eravamo giovani. Stimolando tutti i sistemi di regolazione del corpo, le ghiandole endocrine, il sistema circolatorio, i meridiani e così via si agisce sul livello biochimico degli enzimi e degli ormoni, influenzando fortemente la nostra sensazione di benessere e la nostra sfera emozionale. Detto questo il colonnello descrive ed esegue davanti a Kelder i cinque esercizi yoga che egli chiama “i Cinque Riti”. Egli raccomanda a Kelder di iniziare con l’esecuzione quotidiana di ogni Rito ripetuta per tre volte, e poi di aumentare gradualmente le ripetizioni fino ad arrivare a 21 al giorno.

Benefici

Uno dei maggiori vanti delle persone moderne e di successo è quello d’esser sempre impegnati e noi ne seguiamo banalmente l’esempio. Il risultato è l’insorgere di una serie infinita di malesseri che ben presto assumono carattere cronico e si ripresentano puntuali a ogni nostro strappo: emicranie, disturbi del sonno, obesità, problemi circolatori, gastriti, dolori muscolari (dovuti per lo più a posture sbagliate), artriti cervicali e… potremmo continuare con tantissimi altri esempi. I Cinque Tibetani sono esercizi scelti ed elaborati da grandi Maestri di Yoga che, conoscendo perfettamente i segreti meccanismi del nostro organismo e le profonde interazioni esistenti fra la psiche e il corpo, sono riusciti a estrapolare una sintesi straordinaria di rituali che attivano tutti i meridiani e i centri energetici, coinvolgendo in questo modo la totalità del nostro essere e quindi, naturalmente, anche gli organi, le ghiandole e i muscoli.

Questa serie di esercizi tende a rafforzare il sistema immunitario promuovendo inizialmente un processo di disintossicazione da malsane abitudini e dando l’avvio a un graduale effetto di auto guarigione. Tutto ciò produce una maggiore tonicità e un aumento della vitalità e dell’efficienza del nostro corpo in senso globale. La medicina occidentale si sforza di separare la mente e la materia fisica, presentandole come fenomeni isolati uno dall’altra, eppure incontriamo tutti i giorni esempi pratici di come tale presunta realtà non corrisponda al vero. Se così fosse non si spiegherebbero gli effetti positivi dei farmaci placebo, ad esempio. Non sarebbe possibile alcuna spiegazione al fatto che, dall’insorgere di una malattia in due individui del tutto simili per condizioni fisiche ed età, uno guarisca e l’altro no. Se le cure sono le medesime e se la materia è indipendente dalla mente, perché non guariscono entrambi? Le filosofie orientali ci insegnano l’esatto contrario: esse vedono tutta la materia come figlia della mente e della coscienza. In effetti è la mente a modellare la realtà e a condizionare il suo comportamento.

Le più recenti scoperte della fisica quantistica avvalorano le tesi orientali, il che sta a significare che le antichissime conoscenze che ci arrivano dall’Oriente trovano nel XX e XXI secolo un preciso riscontro scientifico anche da noi (con solo una manciata di secoli di ritardo!). I Cinque Tibetani sono un prodotto raffinato di questa cultura e hanno una forte connotazione spirituale. Se vengono praticati con la giusta concentrazione e con una totale partecipazione del nostro essere, i loro effetti si propagano come onda energetica e portano a una integrazione del nostro benessere fisico con la nostra essenza spirituale. Per raggiungere questo stadio e rafforzare ulteriormente il già potente effetto degli esercizi si possono usare le “affermazioni”. Le “affermazioni” sono frasi assertive di carattere positivo che vanno formulate con l’intenzione di convogliare l’energia in una precisa direzione.

Le teorie Yoga sostengono che ciò che pensiamo con intensità e costanza si manifesta. La moderna psicanalisi è arrivata alle medesime conclusioni. È sufficiente leggere alcune delle tesi dimostrate da C.G. Jung e da quanti poi hanno proseguito la sua opera (J. Hillman, C. Pinkola Estes, O. Sacks, tanto per citare i più famosi) per rendersene conto.
Il nostro inconscio non distingue situazioni reali da situazioni immaginate: quel che gli diciamo, per lui, è verità asserita e reale. In conseguenza a ciò, muove l’energia nella direzione che noi gli abbiamo indicato con le nostre affermazioni, che tanto più sono reiterate, tanto più sono convincenti e forti acquisendo maggior potenza. È il medesimo principio che guida la forza della preghiera o di una invocazione.

Praticati con regolarità, costanza e attenzione, i Cinque Riti Tibetani migliorano la forza muscolare, l’elasticità, la circolazione, le funzioni respiratorie, la coordinazione, l’equilibrio, l’energia e l’acutezza mentale. Se I Cinque Tibetani vengono uniti alle “affermazioni” costituiscono un ponte straordinario per armonizzare il nostro essere fisicamente con il nostro essere spiritualmente. Esercitarsi con questi riti significa focalizzare il sentire sulla nostra interezza. Serve a rafforzare e sbloccare la circolazione dell’energia vitale nel corpo. La conseguenza è una salute stabile e un aspetto giovane. Serve come forma di meditazione dinamica, in movimento. La conseguenza è una nuova consapevolezza della propria interiorità. In un mondo gravemente malato, dove i nuovi messia predicano la competitività, l’efficienza a qualunque prezzo, il successo e il primeggiare come unico credo, è indispensabile trovare uno strumento in grado di riportarci alla nostra natura profonda.

Uno strumento che ci consenta di poter attraversare le difficoltà della vita odierna con duttilità e capacità di rigenerazione. I Cinque Tibetani sono la strada (non la sola, certo, ma una delle più efficaci fra quante finora conosciute!) per ritrovare una perduta ARMONIA. Se immaginiamo noi stessi come una piccola cellula di un organismo assai più vasto, è facile capire come ritrovare la nostra salute, la nostra bellezza, la nostra armonia sia iniziare un processo di guarigione che supera il nostro solo essere per iniziare a guarire il mondo stesso.

Il limite tra l’io e il mondo, ai livelli più sottili, si estende sino a coinvolgere il Tutto. In una sua lirica, il famoso poeta americano Walt Whitman così scriveva: “Qualcuno ha chiesto di vedere l’anima? Guarda la tua stessa forma e il suo contenuto, guarda la persona, gli elementi, le bestie, gli alberi, i ruscelli gorgoglianti, la roccia, la sabbia: è tempo di curare il nostro benessere e la nostra salute. E tempo di restaurare la salute del pianeta”. Durezza e rigidità sono compagne della morte, morbidezza e flessibilità compagne della vita. Nulla al mondo è più morbido e cedevole dell’acqua, eppure nel distruggere ciò che è duro e forte, non vi è nulla che riesca a superarla. (Lao Tzu)

I Cinque Rituali Tibetani sono arrivati sino a noi attraversando il Tempo, non possiamo trascurare questa importante occasione che ci chiede solamente un poco di costanza, di attenzione e di amore. Aver cura di sé è amarsi in maniera giusta e sana ed è il primo passo per amare poi gli altri e il mondo. Mosso da amore profondo un uomo è coraggioso. Con la frugalità diventa Generoso. E colui che non desidera sopraffare il mondo diventa padrone del mondo.

I Cinque Riti nella Pratica

Il primo Tibetano (La Ruota)

Energetizza tutti i chakra e ricarica il fisico dato che il suo scopo è accelerare la velocità dei vortici.

Il secondo Tibetano (L’Angolo)

Rinvigorisce gli organi addominali e genitali, tonificando, allo stesso tempo, i muscoli delle gambe e del collo. Attiva i primi 5 chakra.

Il terzo Tibetano (L’Arco)

Allevia le tensioni ed i dolori alla schiena ed al collo; stimola ed apre le vie respiratorie e regolarizza la funzionalità degli organi genitali; attiva il terzo, quarto, quinto e sesto chakra.

Il quarto Tibetano (Il Ponte)

Tonifica le braccia, le gambe ed i glutei; apre la gabbia toracica, scioglie le articolazioni delle spalle e delle anche; energizza il terzo, quarto e quinto chakra.

Il quinto Tibetano (La Montagna)

Rinforza i muscoli delle braccia e del petto, allunga la parte posteriore delle gambe e della schiena; stimola e tonifica gli organi addominali ed intestinali; agisce su tutti i chakra!