Cos’è il Reiki? Intervista a Massimo Iemmi – Master Reiki

Cos’è il Reiki? Intervista a Massimo Iemmi – Master Reiki

MassimoIemmiA: Parliamo di Reiki?

M: Va bene.

A: Cos’è il Reiki?

M: Il Reiki è una disciplina sacra, basata sulla canalizzazione dell’Energia Universale.

A: Disciplina sacra, canalizzazione, Energia Universale? Ma tutto questo non suona strano? Insomma tutti si chiedono se funziona davvero. Si guarisce con il Reiki?

M: Il discorso è molto ampio e articolato, occorre partire dall’inizio. Come ci si ammala?

Oppure ancora prima: come facciamo a predisporre il nostro corpo in uno stato dove la malattia può manifestarsi? Perché permettiamo a noi stessi di vivere situazioni che alla fine ci portano ad ammalarci?

A: Tu cosa ne pensi?

M: Prima di tutto ci tengo a dire che non sono un medico, quindi, non mi permetto di fare diagnosi e nemmeno di esprimere concetti che abbiano una valenza o un valore scientifico. Queste sono solo le mie libere e personali opinioni. Mi piacerebbe ricollegarmi ad uno dei principi fondamentali del Reiki, al pensiero che mi accarezza sempre, prima di iniziare un trattamento:

“Io non sono niente, non sono nessuno, sono solo una canna vuota”.

Partendo da questo semplice principio, mi è più semplice raccontare la mia esperienza di Master Reiki. In questi anni ho avuto la straordinaria occasione di conoscere molte persone, di poter ascoltare i loro problemi, e molto spesso assistere, immobile, a vere e proprie guarigioni. Da loro ho imparato lezioni preziose, che hanno contribuito a formare la persona che sono oggi.

A: Quindi parliamo di guarigione fisica?

M: Non solo, anzi, molto spesso di guarigione dell’anima. Quando l’anima è in armonia con tutto quello che la circonda, la mente e il corpo godono di ottima salute.

A: Cos’è l’anima?

Reiki1M: Questa è una domanda a cui centinaia di filosofi nella storia hanno tentato di dare una risposta. Io non ho la presunzione di dare una definizione corretta e assoluta, ma credo che l’anima sia la parte più intima di noi stessi, la parte più fragile ma nello stesso tempo, anche la più forte, quella che ci permette, se scoperta e resa libera, di vivere in modo vero e sincero. E’ quel luogo dove finiscono tutti gli inutili sensi di colpa, gli sgarbi che abbiamo ricevuto, le ferite subite e mai guarite. Purtroppo, molto spesso, per paura di soffrire ancora di più, chiudiamo la nostra anima dietro mille piccoli muri e ci riempiamo di bugie per non ammettere che esporla fa male. Il vero problema è che se non lo facciamo si inaridisce e semplicemente urla: e quando l’anima urla sono dolori…

A: Dolori?

M: Rabbia, frustrazione, nervosismo, che ovviamente creano una catena di conseguenze, incomprensioni, difficoltà nella comunicazione, ansia, mancanza di attenzione.

A: Mancanza di attenzione? Mi sembra che a confronto del resto sia una banalità.

M: In realtà non lo è, anzi, è la cosa più importante. Non parlo della mancanza di attenzione nel non riuscire a seguire una lezione o nel non capire di cosa parla il telegiornale. Parlo della mancanza di attenzione alla vita stessa. Troppo spesso viviamo la nostra esistenza in modo incosciente, senza la minima concentrazione su quello che stiamo facendo, o ancora peggio a quello che stiamo dicendo. A volte quando parliamo stiamo solo difendendo il nostro spazio vitale, senza minimamente interessarci alla persona che abbiamo davanti. Se prima di aprire bocca, ci fermassimo a pensare che quello che stiamo per dire influenzerà e quindi modificherà per sempre la persona con cui stiamo parlando, molto probabilmente diremmo meno parole. La stessa cosa vale per quello che facciamo. Credo che la malattia vera e propria nasca qui. Uno dei veri mali della nostra società è la mancanza di attenzione.

A: Quindi la cura è il Reiki?

M: Non è la cura. Semplicemente il portare attenzione a ogni secondo del percorso lo è. Così facendo, ci si può rendere conto di quanto in realtà siamo aiutati.

A: Aiutati, da chi?

M: Sono fermamente convinto che intorno a noi ci siano molte forme di energia che ci aiutano e ci guidano. Credo anche che siamo tutti collegati e che insieme creiamo l’Uno.

A: Concetto molto astratto.

M: No. Al contrario molto concreto. Per tornare al Reiki, durante gli incontri, propongo esercizi che hanno il compito di smuovere l’anima, affinché i presenti si sentano parte del tutto, per lasciare emergere quella parte intima di sé. Spesso per piangere, a volte per ridere e quando siamo fortunati per guarire. Se la persona non vuole cambiare però non c’è molto da fare, ma se, al contrario vuole reagire e affrontare i problemi, allora la guarigione è già iniziata.

A: Come si svolgono le serate?

ReikiM: All’inizio ci si mette in cerchio e ci si tiene per mano: questo è un momento di silenzio e serenità. Un piccolo spazio di rilassamento, per staccarsi dalla routine di tutti i giorni. Poi si procede con un vero e proprio ballo, per muovere il corpo, liberandolo dalle tensioni e per creare l’energia quantitativa e qualitativa per la serata. Tutto questo ad occhi rigorosamente chiusi. Lo so che sembra strano, ma in realtà è liberatorio e permette ai partecipanti di essere davvero se stessi.

A: Non si può guardare?

M: Ovviamente nulla è imposto, ma se ci si fida, si ha la possibilità di accedere a potenzialità che non siamo abituati a usare. Troppo spesso passiamo il tempo a giudicare chi ci sta intorno. Come si muove, come si veste, ecc. Facciamo la stessa cosa con noi stessi, ci vergogniamo e non ci permettiamo di vivere liberi. Invece se teniamo gli occhi ben chiusi, questi giudizi svaniscono e rimane solo la musica e la voglia di muoversi.

A: Secondo te quindi non è giusto giudicare e farsi delle opinioni?

M: Certo che dobbiamo avere delle opinioni, però non credo sia giusto giudicare senza conoscere. A volte a prima vista, si giudica, basandosi su delle convinzioni o dei preconcetti che albergano dentro di noi, perdendo spesso l’occasione di conoscere persone interessanti e sicuramente uniche. Si può dire che la ricetta giusta sia quella di lasciarsi andare e fidarsi del tutto. Lasciare che la propria vita si faccia più leggera e priva di condizionamenti, insomma più accogliente.

A: Accogliente? In che senso?

M: Certo, prova a guardarti attorno. Siamo seduti su un bel divano all’interno della mia casa. La stanza è ordinata e pulita. Il profumo del the caldo è accompagnato da quello di deliziosi biscotti. La conversazione è molto piacevole e interessante. Non abbiamo la sensazione di perdere tempo, anzi al contrario, siamo qui per imparare a vicenda. Insomma una situazione accogliente.

A: Dove vuoi arrivare?

M: Frequentemente accolgo persone che si lamentano del fatto che sono sole, di come si sentono escluse e di come la loro vita, per un motivo o per un altro, sia diventata buia. Le frasi poi si inseguono: “Non trovo una persona con cui stare, incontro solo deficienti, ecc”. Oppure la versione al maschile che non posso citare. Poi mi fermo e le osservo senza giudizio. Mi accorgo che nel tempo si sono lasciate andare, nel modo di tenersi, nel vestire. Sono diventate persone petulanti e stare con loro è tutt’altro che accogliente. Spesso il mio compito sta nel fare capire che se si porta attenzione alla propria vita, facendo le cose che ci danno piacere, curando il proprio aspetto fisico e liberandosi del preconcetto che sono tutti deficienti, la nostra anima si libererà e inizierà ad attirare a se persone più interessanti, attratte da un’accoglienza che prima non vedevano. Anche noi stessi ci sentiamo molto diversi se ci comportiamo in modo differente. Il cambiamento fa sempre paura, ma la paura blocca il cammino. Paradossalmente l’unica cosa certa, è che, inevitabilmente, tutto, compreso noi stessi, in ogni istante continuiamo a cambiare e non siamo più quelli di ieri. Quindi prendere del tempo per noi e dedicarci alle cose a cui teniamo davvero, diventa l’unica via possibile. Importante: non è egoismo, ma necessità.

Attenzione e armonia in noi. Questo crea il Reiki, o meglio, fa in modo che ci si accorga di quello che nella nostra vita non funziona. Ci mette davanti a delle scelte importanti, che se trascurate, alla lunga possono creare una patologia. Non è sempre facile la guarigione, ma certamente è necessaria. Poi siamo sempre noi a scegliere come vivere. Il Reiki ci mostra solo la verità.

A: Quindi se ci lasciamo andare, se trascuriamo la nostra anima, ci ammaliamo?

M: Ci tengo ancora a ribadire che non sono un medico, quello di cui parliamo è il risultato di oltre vent’anni di una mia ricerca nel campo della medicina olistica e alternativa. Nella visione orientale, il nostro corpo fisico è avvolto da sette corpi sottili, i quali formano la nostra aura. La medicina orientale, sostiene che sia proprio qui che si cristallizzano le forme pensiero che col tempo, se trascurate, creano le malattie.

A: Quindi vivere in armonia con se stessi e con gli altri evita il formarsi di malattie?

M: Sì, certo. Se tutti, ogni giorno, con costanza, passassimo un po’ di tempo a portare gioia nel nostro essere, le qualità della nostra vita cambierebbe radicalmente e con estrema velocità.

A: Rallentare per creare la velocità del cambiamento: un bel paradosso, non trovi?

M: Lo è. Prendiamo la bella abitudine di dedicare un po’ di tempo solo a noi stessi, al silenzio e alle cose che ci piace veramente fare: sono convinto che saremmo tutti molto meno stressati. Non a caso tutte le aziende all’avanguardia nel settore dell’antinfortunistica, lavorano per migliorare il fattore stress.

A: Poi cosa succede durante gli incontri?

M: Dopo il ballo c’è un esercizio o una meditazione, seguita da una condivisione di gruppo. Ovviamente il tutto riesce bene perché vige quello che noi chiamiamo “patto di sala”: tutto quello che succede durante la serata, rimane lì. Solo così una persona si sente libera di esprimersi e di condividere quella parte di sé che troppo spesso tiene nascosta.

A: L’anima?

M. L’anima. Poi c’è uno scambio Reiki. Consiste semplicemente in un trattamento completo.

A: Lo puoi spiegare?

M: Per la verità no. Come ho detto all’inizio: “Non sono niente, non sono nessuno, sono solo una canna vuota”. Questa condizione mi porta a entrare in uno stato che non mi permette di giudicare cosa sta accadendo a livelli sottili. Unicamente, come in una canna vuota, l’energia Universale Cosmica, la Luce, l’Energia Divina, chiamala come preferisci, passa lasciando pace e rilassamento in me e portando al ricevente quello di cui necessita. Per ognuno la sensazione è diversa e unica.

A: I partecipanti si rilassano?

M: Molto, spesso dormono.

A: Visto che vi trovate una volta a settimana, offrite una ricetta per prendere la vita in modo diverso. Per cambiare e ritrovare il benessere fisico, mentale e spirituale? Secondo la medicina olistica molte malattie non dovrebbero arrivare?

M: Come dice sempre la mia Maestra: “Del Reiki vediamo solo la punta dell’iceberg”. Porta amore nella tua vita, liberati dalle cristallizzazioni del pensiero e dai condizionamenti inutili. Soprattutto, concediti l’incredibile sensazione di poter andare incontro a uno sconosciuto, abbracciarlo forte e scoprire che sei felice, che vuoi il suo bene, perché è davvero una persona meravigliosa. Poi ti accorgi che ti sta facendo solo da specchio…

A: Tutto questo ti ha cambiato.

M: Certo. Ora mi dedico del tempo, e ne sono felice.

A: Anche per me è un vero piacere. Vuoi ricordare ai lettori dove e quando vi trovate?

M: Certo: Tutti i giovedì presso la sala “Triacca” in via Volta 26 ad Azzate. Tutti i giorni su Facebook: Associazione Reiki Nuova Era. Per info 342.12.37.587.

A presto…

Massimo Iemmi – Master Reiki

intervista di Alessandra Schettino