Settimo chakra: Sahasrara o della corona

Settimo chakra: Sahasrara o della corona






Chakra07Settimo chakra: Sahasrara o della corona

Il Settimo Chakra, Sahasrara. E’ l’antenna parabolica puntata verso il cuore dell’universo ad ascoltarne l’intima voce, a coglierne l’onda cosmica, a decifrare il codice del messaggio celeste e renderne partecipe l’umanità.

Posto sopra la testa, è raffigurato con un loto rovesciato e munito di mille petali (sahasrā vuol dire appunto “mille”), dove mille è il risultato di 50×20: i cinquanta fonemi dell’alfabeto sanscrito ripetuti venti volte. Al centro del fiore è una luna piena che racchiude un triangolo.

Il significato del termine è “mille volte tanto”, “mille”, più spesso chiamato “ Settimo Chakra”, “Chakra della corona”. È situato sopra la calotta cranica. Apporta energia al mesencefalo, agli occhi, al naso e all’organismo in generale. La ghiandola interessata da questo Chakra è l’epifisi o “pineale”. Il colore associato è il viola, il bianco e l’oro. Il mantra associato è l’OM.

L’epifisi ha il compito di sincronizzare tutto l’organismo sui ritmi cosmici di giorno-notte, luce-buio. Il nostro umore, così come l’equilibrio ormonale e quello immunitario, sembrano essere controllati dai bioritmi epifisari. La secrezione di melatonina, prodotta da questa ghiandola, possiede proprietà rigeneranti, antistress e antinvecchiamento.

Come da un punto di vista fisico, il settimo Chakra connette il corpo e i suoi ritmi alle frequenze dell’universo, allo stesso modo permette l’unione di ognuno di noi con la propria spiritualità. Si tratta di una spiritualità non definita da una religione specifica ma è piuttosto uno stato dell’essere, una trascendenza della realtà terrena nell’infinito. Va oltre il mondo fisico e crea nella persona un senso d’interezza, di pace e di fiducia, permettendogli di cogliere lo scopo della sua esistenza. La religione è radicata nelle energie del primo Chakra, la spiritualità, invece, è un’esperienza individuale finalizza all’abbandono delle paure del mondo materiale e alla ricerca di un rapporto con il divino.

In Sahasrara si trascende la dualità terrena per dimorare nel regno dell’unità con le forze della creazione, della consapevolezza universale, della mente onnisciente. In lingua sanscrita questa condizione è espressa con il termine “Satchitananda” cioè conoscenza, verità, gioia: è l’esperienza di conoscere la verità e di dimorare nella gioia.

L’esperienza del Chakra della corona si può solo “conoscere”: non è in realtà possibile “pensarla”,  “comprenderla” o “parlarne”, poiché così facendo si ritorna nella dualità. Parlare di un’esperienza ci separa dall’esperienza stessa. Sahasrara riguarda semplicemente l’Essere: uno stato che può essere conosciuto solo facendone l’esperienza.

Il settimo Chakra è il punto d’ingresso della forza vitale che si riversa continuamente nel sistema energetico umano. Questa forza nutre il corpo, la mente e lo spirito diffondendosi nel corpo fisico e nei sei Chakra inferiori connettendoli al chakra superiore. È il centro energetico dell’introspezione spirituale, della visualizzazione e dell’intuizione che vanno ben oltre la comune consapevolezza umana: è il regno mistico, la dimensione del rapporto consapevole con il divino.

È possibile che nel corso della propria esistenza ci si trovi a vivere una crisi spirituale che si manifesta con la consapevolezza di un “assenza di senso e di scopo” alla quale non si trova rimedio riorganizzando semplicemente le componenti esterne della propria vita. S’intuisce che la soluzione a questa crisi non può essere soddisfatta, ad esempio, dalla prospettiva di un aumento di stipendio, di una promozione, di un acquisto particolare, di una nuova relazione. Queste soluzioni risultano alla fine essere poco attraenti. Coloro che vivono senza ambizioni o che tendono a lamentarsi continuamente non soffrono di una crisi spirituale, probabilmente perché si aspettano che la vita consegni loro “significati” a domicilio. Coloro che vivono una crisi spirituale sentono, invece, che qualcosa sta cercando di risvegliarsi “dentro”, ma ancora non sono in grado di comprendere cosa sia.

Un altro sintomo, che si manifesta durante una crisi spirituale, è quello di “avvertire paure nuove e strane”. Non sono paure conosciute, come quella di essere abbandonati, di invecchiare, di perdere il lavoro, della malattia, ma si vive l’impressione di perdere il contatto con il senso del , si riconosce con difficoltà la propria identità. “Non so più chi sono e cosa voglio dalla vita” è il pensiero ricorrente di chi è pervaso dall’energia del settimo Chakra.

Esiste, infine, un terzo sintomo che ci fa comprendere di vivere una crisi spirituale, che è il bisogno di provare “devozione” per qualcosa di più grande di sé. Questo bisogno trova spesso surrogati terreni quali, ad esempio, devozione ad un’azienda, ad una squadra sportiva, ad un partito ma portano molto spesso a vivere delle delusioni. Ci si aspetta che la devozione verso cose terrene o persone produca una specie di potere capace di risolvere tutte le sofferenze, ma nessun essere umano o organizzazione può portare ad ottenere questo.

L’assenza di significato, la perdita dell’identità e il bisogno di devozione caratterizzano quindi una crisi spirituale. Anche se apparentemente sono aspetti simili ai comuni sintomi psicologici che le persone possono vivere, se la radice di questi sintomi è spirituale all’individuo manca la motivazione per dare la colpa della sua crisi ad altri e riconosce dentro di sé l’origine della causa.

Per uscire da questo genere di crisi è necessario pregare, aver fede e, se possibile, un maestro spirituale. Si può anche ricorrere alla letteratura spirituale per trovare il giusto sostegno.

Praticare quotidianamente qualche forma di preghiera magari ad orari prestabiliti come al mattino o alla sera: la qualità della preghiera non dipende dalla durata ma dall’intenzione e possono essere sufficienti anche solo pochi minuti. Non ha nemmeno importanza che siano preghiere già conosciute: se non ne ricordate potete crearne voi stessi con frasi che vi trasmettano un senso di tranquillità.

La preghiera, la fede, riconoscere la presenza del divino in noi o in ogni essere che vive con noi è la “pratica” migliore per incanalare l’energia del settimo Chakra.

 

Sintomi a livello psichico

I sintomi a livello psichico dei blocchi nel chakra del plesso solare sono:

depressione

demenza

elilessia

confusione mentale

Sintomi a livello fisico

I sintomi a livello fisico sono:

vertigini

– mal di testa

– alzheimer

– morbo di Parkinson

– epilessia

– ictus cerebrale

– sclerosi multipla

– tumore cerebrale

– alopecia (calvizie)

– cefalea di tipo tensivo

– demenza

– dolore neuropatico

– malattie del motoneurone

– malformazioni arterovenose cerebrali

– meningite

Sintomi quando è presente un eccesso:

iper intelettualizzazione

confusione mentale

delirio

ossessioni o deliri a sfondo religioso

volontà di dominio sugli altri

Sintomi quando è presente un blocco:

senso di malessere profondo

paure ed insicurezze di ogni genere. Senso di incertezza, di vuoto

impossibilità di trovare un senso appagante della vita

ricerca di attività frenetiche, e di nuove responsabilità per sentirsi responsabili

facilità ad ammalarsi costringendosi così al riposo

nessun senso di “appartenenza ” viene sperimentato

Sintomi quando è presente un disequilibrio:

educazione rigida che blocca la spontaneità

religiosità forzata

disconferma delle proprie convinzioni

Sintomi e simbologia

E’ l’antenna parabolica puntata verso il cuore dell’universo ad ascoltarne l’intima voce, a coglierne l’onda cosmica, a decifrare il codice del messaggio celeste e renderne partecipe l’umanità.Seguendo i ritmi luce-buio, l’epifisi sincronizza tutto l’organismo sui ritmi del macrocosmo. Indipendentemente dalla visione, l’organismo sa se è giorno o è notte, che ora è, in quale giorno o stagione siamo. I bioritmi epifisari sembrano controllare il tono dell’umore, l’equilibrio ormonale, l’equilibrio immunitario e avere una azione antistress. Inoltre la melatonina possiede proprietà rigeneranti e antinvecchiamento. Si può considerare come un orologio interno che regola le stagioni della nostra vita, riducendo, ad esempio, la melatonina nella pubertà, durante l’ovulazione, nella menopausa, nella vecchiaia. E’ strettamente collegata alla percezione di sé, alla capacità di autoriconoscimento rispetto al mondo circostante.

 

Ghiandola ormonale: epifisi o pineale
Colore: viola, bianco oro
Senso: pensiero

 

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