La metafora dello stagno

La metafora dello stagno

La metafora dello stagno

Immagina di essere ai bordi di uno stagno e a qualche metro da te, nell’acqua, si trova un oggetto che ti è caduto e che vuoi riprendere. Non volendo entrare in acqua ti guardi in giro per vedere se c’è qualcosa di lungo… ma a tua disposizione c’è solo un sasso.

Cosa puoi fare?

La vita spesso non ci permette di ottenere quello che vogliamo in maniera facile perché la maggior parte delle volte non siamo attenti, non siamo aperti a vedere le possibilità e a fare con quello che abbiamo. Questo non perché siamo sfortunati o il mondo è contro di noi ma perché ci serve vivere un’esperienza per permetterci di imparare qualcosa di utile per il proseguo della nostra vita.

In realtà abbiamo sempre una soluzione, basta solo volerla vedere e … viverla. Forse ti trovi in questa situazione perché la tua autostima è bassa e ti serve “risolverla” per convincerti che puoi!

Ecco che aguzzi l’ingegno attingendo alle mille esperienze che hai fatto nella vita e ti rendi conto che puoi buttare il sasso in mezzo allo stagno in modo da trasformare la forza del lancio in onde che dal centro arriveranno fino a riva, avvicinando a te l’oggetto. Senza bagnarti, con poco sforzo, gustandoti questo lento ma costante avvicinamento in modo tale da … “gustare” l’esperienza!

Se puntiamo al centro, la nostra energia si irradia all’esterno fino ad arrivare lontano. Ecco perché se vogliamo davvero cambiare una situazione che non ci piace, che non ci fa stare bene, che detestiamo dobbiamo puntare al centro, a noi. Non possiamo cambiare una persona o una circostanza perché, come noi, tutti e tutto sono nel libero arbitrio ma possiamo cambiare come noi reagiamo. Ancora una volta l’invito a vedere le cose dal centro e non dalla periferia. Cambia te stesso e cambierai il mondo: quant’è vero.

Quante volte mi capita in coaching di affrontare un problema relazionale con una persona e scoprire che in realtà lo schema è sempre lo stesso: vive questa fatica con un figlio perché l’ha assorbito a sua volta dal genitore. Ma quando la persona si permette di provarci e di lasciarsi aiutare ad entrare in profondità vengono allo scoperto situazioni, blocchi e paure che una volta consapevolizzati e attraversati si risolvono. La cosa meravigliosa è sentire che piano piano senza fare apparentemente nulla di diverso, i rapporti iniziano a migliorare: in realtà ci siamo fatti il regalo di prenderci cura di noi. Cambia l’energia, cambia il punto di vista, non additiamo più pensando che sia colpa dell’altra persona ma ci mettiamo in gioco e avviene il miracolo perché l’altro viene toccato da quest’onda energetica “diversa” che si propaga.

E questo atteggiamento è vincente in ogni ambito della vita e in ogni fatica. I veri problemi sono nascosti alla ragione, sono inconsci proprio per salvaguardarci, per proteggerci. Prova a pensarci… le novità molto spesso ci fanno paura perché non sappiamo cosa può cambiare.

Quante persone cercano di perdere peso e non ci riescono affidandosi a diete o altro senza andare alla radice del problema che, nonostante sfaccettature diverse, è legata ad una mancanza. Stessa cosa per una malattia: il corpo sta cercando di gridare uno stato di disagio interiore. Qualsiasi sia la problematica (fisica e/o emotiva) va ricercata e affrontata sempre dal centro perché li c’è la chiave!

L’invito per questo fine settimana è andare al centro, regalarsi dei momento di silenzio, di lentezza, di meditazione in modo da “respirare” che abbiamo in noi tutto e che se siamo davvero stufi di vivere con fatica e pesantezza il dono della vita, forse è il momento di provare a cambiare strategia: se lavorare all’esterno non funziona…

Buon … viaggio!

 

di Gianni Romano