Ma si! Gli ostacoli si superano

Ma si! Gli ostacoli si superano

Ma si! Gli ostacoli si superano

Oggi devo ringraziare Gisella Cannarsa non solo per la profondità e l’utilità del contenuto ma anche per la possibilità di farvi conoscere questo aiuto concreto. Abbiamo dentro energia, siamo parte dell’universo, basta avere la certezza che tutto si può superare! Anzi! Ogni cosa non capita per caso: è motivo di crescita! Allora cari amici…. avanti con coraggio perchè non siamo mai soli nell’affrontare le nostre fatcihe, le nostre delusioni, le nostre paure: gli ostacoli si superano e ci troveremo migliori!

IndianaJones

 L’immagine è tratta da “Indiana Jones e l’ultima crociata”: questa è la prova del salto nella fede.

La Vita è cambiamento. Ma non si cambia tutti nello stesso momento e modo.

C’è chi fa di tutto per non cambiare:  però non si può arrestare un fiume in piena e la trasformazione, temuta, allontanata, evitata per anni, arriva improvvisa e definitiva.

C’è chi fa di tutto per cambiare, a parole: osserva con vorace interesse gli altri e continua a portare l’attenzione su di sé, in qualsiasi discorso, in ogni momento, rafforzando le radici in modalità obsolete e sterili.

C’è chi non si nasconde  né scalpita, così il cambiamento scorre fertile sulla pelle, nutre le cellule, genera il nuovo.

Quando si cambia, un po’ ci si accorge di essere diversi e un po’ ci si sente sempre se stessi. No, forse è meglio dire che ci si sente finalmente “più se stessi”.

Questo è il bello del cambiamento. Il brutto è che chi c’è intorno – che cambia o non cambia, a modo suo – non capisce, non vuole capire, non vuole il nostro cambiamento, lo affossa e rema contro.

Ne ho già parlato. Fa male questo atteggiamento, perché nella spontaneità del sentirsi meglio (cresciuti, liberi, rinnovati, risvegliati, soddisfatti, in cammino… scegliete voi), si aspettano l’appoggio, la comprensione e l’incoraggiamento delle persone a cui vogliamo bene, familiari o amici che siano.

Invece sono proprio le persone con cui abbiamo una continuità di relazione a segnalarci che in noi è avvenuta una trasformazione, ma non in loro. Così facciamo paura, perché destabilizziamo la loro realtà, in quanto creiamo buchi di spazio/tempo nella continuità del “rassicurante ovvio”, curviamo  le abitudini, acceleriamo  il terremoto dei luoghi comuni e quindi lasciamo senza casa le loro illusioni.

Siamo il bambino che grida al “re nudo”.

Chi rimane volutamente e diabolicamente attaccato a situazioni evidentemente dolorose,  chi cerchiamo di “illuminare” con l’enfasi del cambiamento che stiamo esperendo, può sembrarci perverso.

Non è così.

WilliIlCoyote

I diversi, nella sua realtà, siamo noi. Lui è solo spaventato dal buio di ciò che ha appena riconosciuto: la sua  realtà non quella di tutti…

Chiunque, quando si sente cadere, cerca un appiglio, e chi si pone con pedanteria o persecuzione nei nostri confronti, per riportarci al suo ovile, sta cadendo. Stanno franando sotto i suoi piedi convinzioni, pseudo tradizioni, fissazioni, a cui ha giurato fedeltà, anche a costo di far soffrire i suoi cari, di schiavizzarli.

Pazienza… il fatto che qualcuno pretenda che si pensi e si agisca come marionette, può  farci rabbia, ma non deve distrarci (perderemmo attenzione, quella che porta la nostra energia verso i nostri intenti, i nostri progetti e perderemmo energia, quella che deve diventare materia di realizzazione).

Non deve farci sentire in colpa. Ognuno è responsabile delle proprie azioni e quindi della realtà che sta vivendo. Noi abbiamo il dovere di seguire il flusso del nostro cambiamento, non rimanere cementati nelle pretese di chi insiste nel porre se stesso come centro del mondo degli altri.

Non aspettatevi che le persone a cui volete bene, o a cui avete voluto bene, cambino. Non sarebbe giusto, così come loro pretendono che siate voi a non cambiare.

Non aspettavi che applaudano alle vostre conquiste, alle vostre scelte che portano nuove vittorie. Nel cambiamento siete usciti a grandi passi da un eggregore (familiare o di amicizia), che cerca in ogni modo di riprendervi e vampirizzarvi.  Lo farà chiedendo attenzione, soldi, parlando male delle persone che avete intorno. Cercherà di dissuadervi, di persuadervi.

FioriVi offenderà, vi ricatterà vi giudicherà, per poi riprovare a mostrarsi accogliente e insostituibile.

Non pensate di essere caduti in una trappola, chiamata “destino ineluttabile”, dai   più codardi.

Il Destino lo costruite proprio facendo scelte: rimanere coinvolti, in attesa che il branco vi dica “bravo”, o camminare con le vostre gambe, mentre il passato si allontana e imparate a portare luce dove poggiate i vostri passi.

L’Universo vi pone queste situazioni per permettervi di valutare cosa state facendo:  quanto siete convinti di ciò in cui credete? Se cedete, se rimanete in trappola, l’Universo continuerà a proporvi  situazioni simili, fino a quando avrete compreso dove inciampate, ogni volta.

All’inizio è più facile sapere cosa non si vuole più, piuttosto che sapere cosa si vuole. Non fatevene una colpa.

Cominciate scegliendo da cosa staccarvi e fatelo senza vergogna: le necessità che nascono dal cuore sono fondamentali, mentre i dubbi che nascono dalla mente non portano avanti di un solo metro.

Certo a volte potrete sbagliare e pentirvi, delle vostre scelte, ma non potrete dare la colpa a nessuno, e sarete liberi, liberi, liberi, energeticamente e sarete in grado di porre rimedio dove ce ne sarà occasione.

Il cambiamento è anche questo: smetterla di pre-occuparsi, e occuparsi della cosa giusta al momento giusto.

Ascoltatevi, mentre parlate. Sarete così sempre padroni di quello che state esprimendo, e nessuno potrà mettere nella vostra bocca parole travisate.

Ascoltate e osservate, mentre gli altri vi parlano. Affinché possiate avere il quadro completo della comunicazione: chiedete spiegazioni, se non avete capito, perché ogni espressione abbia il suo pieno significato senza che ne attribuite uno voi.

Determinazione

E lì dove è diventato impossibile comunicare, siate risoluti. Non cedete, non tradite voi stessi, il vostro cambiamento.

Prendetevi ciò che è vostro e abbiatene cura: tempo, spazio, serenità, sentimenti, denaro e non concedete nulla che non siate voi a voler dare, senza aspettarvi nulla in cambio. Rimanete impassibili ai ricatti, alle richieste di chi vi ha tradito.

Non è crudeltà, ma necessità.  Non è indifferenza, ma diversa interazione con la realtà: obbligherete il gruppo, il branco, il sistema che sa cercando di inghiottirvi di nuovo, a trovare una diversa, nuova, prima impensata,  via di riequilibrio, e ci sarà… un cambiamento…

Ricordate che è importantissimo mantenere un approccio divertito: non dite subito “ma come si fa? Tu non sai…”.

No, posso permettermi di scriverlo, invece, perché l’ho passato, eccome!  Divertitevi, quando l’Universo vi mette in fila perle di follia comportamentale. Sbottate, se serve a sfogarvi (solo se serve a sfogarvi veramente) e poi divertitevi ad analizzare e riconoscere  la genialità dell’Universo.

State avendo il privilegio di vedere la follia dell’abitudine, delle paure, della superstizione, dell’egoismo, quindi è importante collegarvi alla gioia nel petto, non al senso di afflizione che ci hanno marchiato nel DNA. Una volta visto come si sta fuori dal recinto, come potreste rientrarci? Pensate al film  “Matrix”.

Matrix

Due consigli per stare meglio:

Il primo è visualizzare un palloncino in cui mettere tutti i pensieri e le situazioni brutte, e lasciarlo andare verso il cielo, ogni volta che ci si vuole alleggerire.

Il secondo è immaginare di essere un laghetto i cui gettate un sassolino: le onde che si allargano sempre di più  sono le onde del campo magnetico del vostro cuore.  Continuate a gettare i sassolini, uno alla volta, per continuare a sostenere l’ampliamento del  vostro campo…

Solo così imparerete a riconoscere che dietro l’apparenza di tristi e conflittuali conclusioni univoche, c’è la bellezza della moltitudine di possibilità creative, determinate da quanti limiti mettete.

Perché gli ostacoli si superano rendendosi conto che non esistono veramente.

Ricordate? Non è mai come sembra.

Ish

di Gisella Carnassa

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