Ri-partire, ri-capire, ri-nascere

Ri-partire, ri-capire, ri-nascere

TuffarsiInSeStessiRi-partire, ri-capire, ri-nascere

una persona mi ha detto: “per me fiducia è come andare bendati verso quello in cui si crede“. Ma a volte è difficoltoso perché e come essere nella fatica, ne buio. Sperimentiamo la notte dei sentimenti.

Parto allora dalla frase: “vedo il bene, vorrei rallegrarmi, ma mi accorgo di non riuscire sempre a rallegrarmi”. Mi ha colpito il fatto che non sempre riesco a rallegrami, quindi che spesso sono offuscato.

Da cosa dipende questo essere offuscato, perché non riesco a vedere le cose belle? Non dovrei forse educarmi a vedere il bello dalle cose che mi capitano, dalle persone che incontro nella mia vita? Se è vero che le cose non accadono per caso, ma che ogni cosa è li per la crescita, dove sta la risposta?

Ad esempio, quando vedo un amico e all’improvviso sento salire nel mio cuore un senso di felicità… oppure quando assisto al miracolo dell’alba. Ero portato a pensare che queste emozioni erano connesse con il fatto, con la persona, con la situazione; come se fossero esterna. Quante volte mi sento nella fatica, nella noia, nell’apatia! Del resto il mondo ci dice che la felicità è fuori di noi: così ci educa!

In realtà, l’incontro con l’amico non ha fatto altro che diventare la situazione in cui tutto ciò che era nascosto in me, è affiorato, è diventato tangibile! Anche l’alba in realtà, se la osservo con consapevolezza, è il sentir sorgere qualcosa di meraviglioso in me.

Ecco la svolta! Pensare che ogni sensazione arriva da dentro, è già in me, in noi ma che le circostanze tolgono questa chiarezza. La situazione ha solo permesso di portarla alla luce. Ecco allora che questa consapevolezza permette di sentirci unici, miracolo, parte integrante della creazione. Quando ci capita di permettere questo, di viverlo, allora ci sentiamo davvero parte della creazione: un vero inno alla vita!

Anche Gesù, all’incredulità dei suoi quando predicava alla sua gente, non reagisce con un abbandonare ogni cosa attribuendo all’esterno la colpa, ma “impose loro le mani a pochi e li guarì”. Ha permesso a se stesso di manifestarsi! Essere Luce a prescindere.

Ecco a cosa vorrei tendere. Trovare la pace in me! Questo non vuol dire che non ci sia la fatica, la rabbia, il buio. Bella l’immagine di chi è in macchina e che percorre la strada ascoltando la radio: ma ci sono anche i tunnel che “oscurano” il segnale!!! Mi sembra molto significativa!

Anche in queste emozioni… sto capendo che in realtà dovrei ringraziare la persona che mi ha permesso di entrare in contatto con un…nervo scoperto. Quindi invece di evitare la persona o la circostanza, invece di giudicarla… devo focalizzarmi sul capire il perché di quella reazione. Anche questo è dono dell’amore del datore della Vita: a noi trovare modi di vederlo in ogni circostanza! Un modo è quello di cercare alla fine di ogni giornata, almeno tre cose di cui dire grazie, anche se spesso non è facile e ci sembra di non trovarne. Anche in questo ci soccorre un messaggio di apertura e fiducia: perseverare anche nella notte per rinnovarci e trovare consapevolezza. Ecco allora che la presenza di Dio in me, sentirmi parte della sua creazione, può permettermi di fare in modo che Lui agisca in me. E poi c’è anche la presenza dei nostri angeli: sto imparando ad affidarmi con fiducia.

Allora sia un trovare anche i mezzi concreti per sperimentarci, per affrontare ogni situazione e persona come un dono, come un mezzo per acquisire vera e profonda consapevolezza del proprio SE.

di Gianni Romano